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Energia pulita senza petrolio e nucleare
Le alternative possibili al petrolio e al nucleare: solare, eolico, geotermico, biomassa, idrogeno.
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L'Energia in Italia: domanda, offerta, produzione, sprechi.
La domanda di energia, composta non solo dall'elettricità ma anche dai carburanti per i trasporti e dall'industria, è stata nel 2004 in Italia di 143,4 Mtep.
A fronte di una domanda di 143,4 Mtep il nostro paese ha offerto però nello stesso anno di riferimento ben 195,5 Mtep. La differenza, pari a 52 Mtep (oltre il 30% della domanda nazionale di energia) è composta da consumi e sprechi del settore energetico italiano. Si tratta di una quota molto importante che dimostra quanto il sistema energia italiano possa essere ancora migliorato.
L'Italia importa dall'estero gran parte delle risorse energetiche primarie. Ha una capacità di produzione di energia minima, pari soltanto a 30 Mtep, pertanto è costretta ad importare ben 165,5 Mtep di energia dall'estero, pari a quasi l'80% della domanda energetica nazionale. La dipendenza energetica dall'estero è molto alta e simile a quella di molti altri paesi occidentali.
Il fabbisogno energetico italiano è fortemente dipendente dal petrolio per il 45% e dal gas per il 32%. La dipendenza italiana dal petrolio è marcata soprattutto nel settore dei trasporti mentre è marginale nel settore della produzione dell'energia elettrica.
La produzione italiana di energia elettrica nel 2004
Nel 2004 l'offerta italiana di energia elettrica è stata di 69,3 Mtep.
La produzione con l'utilizzo del gas è circa il 33,4%. Le energie rinnovabili contribuiscono con il 17,9%, le risorse solide e il carbone col 17,2% ed infine il petrolio col 17%. Quindi, l'Italia produce energia elettrica dal petrolio per il 17%.
L'offerta di energia elettrica di 69,3 Mtep è in realtà potenziale. Si riduce drasticamente di quasi 2/3 a causa degli sprechi e dei consumi del settore energetico nazionale. In pratica, l'Italia è costretta a importare 10 Mtep di energia elettrica dall'estero mentre ben 44,4 Mtep (pari a 4 volte l'importazione di energia elettrica dall'estero) si perdono a causa delle inefficienze strutturali del sistema. Se l'Italia migliorasse del 15% l'efficienza della propria rete elettrica potrebbe fare a meno di importare 10 Mtep l'anno di energia elettrica dall'estero.
Ridurre le inefficienze del sistema energia è fondamentale, ma non risolve il vero problema strutturale a cui l'Italia dovrà dare una risposta nel futuro prossimo: l'eccessiva dipendenza dalle fonti di energia fossili.
Come tutti i paesi occidentali anche l'Italia risente degli sbalzi nei prezzi delle fonti di energia fossili. L'instabile crescita del prezzo del petrolio ha fatto crescere anche i prezzi di gas e carbone, fonti energetiche alternative al petrolio, aumentando la spesa per l'import di energia primaria nei paesi occidentali. La presenza dell'euro forte ha permesso all'Italia di contenere la crescita della spesa energetica.
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